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Studio di

Psicologia e Psicoterapia

Dott. Maurizio Tremaroli

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)

 

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La vergogna

Arrossire, impallidire, svenire, sentirsi pietrificati, sentirsi sprofondare o voler sparire, avere dolore alla bocca dello stomaco. Sono le sensazioni corporee disagevoli che caratterizzano l'emozione di vergogna. A queste sensazioni si accompagnano solitamente dei comportamenti quali abbassare lo sguardo, coprirsi il volto, chinare la testa, prostrarsi o evitare le persone che si pensa di aver danneggiato.

La vergogna, insieme con il senso di colpa, l'imbarazzo, l'orgoglio, sono emozioni complesse, che compaiono, a differenza di quelle di base, dopo il secondo anno di vita. Sono queste infatti delle emozioni che implicano un confronto o un giudizio dell'altro, tanto da essere definite emozioni dell'autoconsapevolezza (M. Lewis), emozioni sociali (Barrett), o interpersonali (Battacchi).

Potremmo chiederci a cosa serva dover provare un'emozione tanto disagevole: nei limiti adeguati di una risposta adattiva la vergogna è protettiva e costitutiva dell'identità personale. Come ci dice Castelfranchi "la vergogna è una specifica emozione consistente nel timore o dispiacere che sia compromesso un nostro scopo della buona immagine o dell'autostima".

Gli scopi che mettiamo in gioco assumono caratteristiche differenti in funzione delle caratteristiche di personalità dei singoli, potremmo trovare lo scopo di essere ammirati, di trionfare, o quello di essere approvati dal gruppo, o a volte lo scopo di ricevere attenzioni.

In tutti l'elemento necessario al manifestarsi della vergogna è l'esposizione di sé all'osservazione degli altri, con conseguente esposizione all'eventuale fallimento.

Possiamo operare una ulteriore specificazione distinguendo una vergogna da svelamento, conseguente al fallimento del non apparire agli altri per come si vorrebbe, da una vergogna da smascheramento, esperienza penosa per l'insuccesso nel presentare una buona immagine di sé.

L'intensa sensibilità verso questa emozione pu avere effetti disadattivi o anche patologici sullo sviluppo della personalità. Spesso l'individuo mette in atto modificazioni nello stile di vita di relazione che tendono a limitare la libertà di azione, per timore di dover fare i conti con questa condizione emotiva disagevole.

È quanto accade ad esempio nell'individuo affetto da fobia sociale, che elabora in senso negativo la costruzione del suo sé sociale. Il fobico sociale è animato da un grande desiderio di dare una buona impressione di sé agli altri, unitamente all'insicurezza ed all'incertezza sulla sua riuscita. Centrale quindi nello sviluppo e nel mantenimento della fobia è la paura del giudizio dell'altro.

L'imbarazzo e la vergogna sono stati emotivi caratterizzanti il disturbo evitante di personalità, e sono presenti in maniera marcata anche nelle persone affette da disturbo borderline di personalità, probabilmente per le esperienze precoci di invalidazioni di vissuti emotivi fondamentali.

Spesso la vergogna è il sentimento che contraddistingue uno schema di pensiero dominato da inadeguatezza. Le persone che sperimentano nel profondo della propria interiorità la sensazione di avere qualcosa che non va, di non essere sufficentemente adeguati o degni di essere amati, vivono con profondo dolore il rapporto con gli altri, manifestando spesso un atteggiamento di insicurezza, o al contrario compensandolo con una falsa sicurezza. è un sentimento di vergogna profondo e diffuso, difficile da rivelare agli altri, e a volte negato anche a se stessi. Questi sentimenti dolorosi hanno come conseguenza l'orientarsi verso stili di vita caratterizzati da timidezza e distacco dagli altri, o da eccessiva dedizione al lavoro.

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