La psicoterapia
La psicoterapia è una risposta efficace e professionale al disagio ed alla sofferenza di natura emotiva. È un percorso di cura che inizia dalla comprensione delle cause, personali o relazionali, che hanno dato origine al disagio. La comprensione è il punto di partenza, da cui dipana un percorso che porta alla rimozione degli ostacoli al cambiamento personale. L'obiettivo di una psicoterapia, concordato tra cliente e terapeuta, si realizza solitamente nella risoluzione dei sintomi o dei problemi relazionali, attraverso una relazione interpersonale che utilizza prevalentemente la parola come sistema di attribuzione di significati, in grado di orientare valutazioni e comportamenti.
La finalità della psicoterapia è di capire meglio chi siamo e cosa ci rende felici, e di superare gli schemi e le convinzioni profonde che determinano un agire non adeguato alle circostanze.
La mente è un concetto astratto, non sovrapponibile alla struttura del sistema nervoso, definito anatomicamente. In questo contesto ci è utile definirla seguendo una dimensione funzionale. Possiamo convenire che la nostra idea di personalità, di rappresentazione univoca e originale che ognuno ha di sé stesso, è il risultato di operazioni mentali di diversa natura, quali la costruzione di un'immagine si sé, il dare significato al mondo circostante, l'agire, l'entrare in relazione con gli altri, il trovare soluzioni ai problemi, il seguire determinati valori etici. Queste operazioni mentali daranno atto a comportamenti espliciti, condizionati da altre caratteristiche personali quali il temperamento ed il carattere.
Accrescere o recuperare competenze in una serie di aree di funzionamento, di seguito elencate, è parte integrante del percorso di cura:
- sicurezza di base
- rapporti con gli altri
- autostima
- autonomia
- espressione di sé
- limiti realistici
Un trattamento di psicoterapia aiuta a dare una soluzione a differenti tipi di disagi. Possiamo per comodità esplicativa seguire l'impostazione del Manuale Diagnostico Statistico DSM-IV (A.P.A. 1994), in una classificazione multidimensionale lungo assi differenti.
Lungo l'Asse I collochiamo quelle forme di disagio che si manifestano in maniera facilmente riconoscibile per ognuno, quasi sempre riconducibili a precise cause di attivazione (perdite, preoccupazioni fisiche o economiche, stress).
Disturbi d'ansia:
- disturbo da attacchi di panico
- disturbo d'ansia generalizzato
- disturbo ossessivo compulsivo
- fobie specifiche
- disturbo post-traumatico da stress
Disturbi dell'umore:
- depressione
- disturbo bipolare
Lungo una dimensione differente, spesso intersecata dai problemi descritti sopra, possiamo immaginare di collocare problematiche che coinvolgono aspetti più ampi della vita personale e di relazione di un individuo. Descritti nell'Asse II, i disturbi di personalità rappresentano modi costanti di agire e di valutare, accompagnati spesso da forme sottili di disagio, vissuto come ineludibile; altre volte il disagio prende forma in una sofferenza interiore intensa e drammatica, in stati emotivi di vergogna, inadeguatezza, diffidenza, ansia, rabbia esplosiva, sconforto.
Disturbi del gruppo A
- Paranoide
- Schizoide
- Schizotipico
Disturbi del gruppo B
- Borderline
- Narcisista
- Antisociale
- Isterico istrionico
Disturbi del gruppo C
- Evitante
- Dipendente
- Ossessivo compulsivo
L'elenco sopra riportato non da ragione dell'unicità di ogni individuo. Non esiste "il paranoide" o il borderline”, ma è probabile aspettarsi in alcune persone una prevalenza di comportamenti disadattivi che possono rientrare in una delle categorie descritte. Rimanere asserviti ad ognuno dei disturbi sopra elencati è conseguenza del permanere ancorati a degli schemi di pensiero e di relazioni che si credono immodificabili. Come per il dolore fisico, segnale importante per accorgersi che qualcosa sta minando la nostra salute, il disagio che si sperimenta costituisce il miglior indicatore che è necessario uscire dalle situazioni che si stanno vivendo, che gli schemi a cui facciamo riferimento non sono più adeguati.

